Pratiche Cartografiche

“Pratiche Cartografiche. La percezione dello spazio in relazione a scrittura e cammino”.
Introducono: Luca Lazzarini e Cristiana Rossignolo (DiST/POLITO).

Daniela Allocca

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Progetto Fiori Archivo_Zero, Festival Fantasiologico 18/19 Novembre 2017

 

 Progetto Fiori_Archivio Zero

a cura di

Daniela Allocca

Carla Merone

Vanna Piacente Denies

Festival Fantasiologico, 18 e 19 Novembre 2017

Palazzo Mazziotti, Via Umberto I, n. 16 Caiazzo (Ce)

Foto Gaetano Pappalardo

Progetto Fiori è un’opera collettiva che ha inizio nel 2009. L’idea del progetto si ispira alla raccolta di poesia Fiori. Manuale di poesia per chi va a piedi di Peter Waterhouse. Da cui l’idea di camminare in spazi dell’abbandono e abbandonati che non vengono più sentiti come parte del paesaggio. Continua a leggere

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Progetto Fiori al Festival Fantasiologico di Caiazzo 18 e 19 Novembre

Progetto Fiori_Archivio Zero

Il 18 e 19 novembre 2017 Progetto Fiori sarà ospite al Festival Fantasiologico di Caiazzo con una installazione dal titolo Archivo Zero.  Una prima esposizione del lavoro fatto in questi anni dal 2009 ad oggi. Progetto Fiori si racconta e racconta i luoghi attraversati.

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Dove trovare i calendari?

Donne di Terra

Siamo contadine, quindi siamo lente perché seguiamo i cicli della terra, e per fare tutte le foto abbiamo aspettato che – mese per mese – tutto fosse pronto con i suoi tempi… E così siamo arrivate a dicembre per l’ultima foto dell’ultima contadina!

Ma da oggi troverete il nostro calendario in giro per Napoli e provincia!

Le botteghe e i negozi che lo distribuiranno sono:

  • L’orto va in città, via S. Chiara n. 30 – Napoli
  • ‘E pappeci, vico Monteleone n. 8 – Napoli
  • Sapoo Na, mercatini di Natale, piazza Dante – Napoli
  • Salumeria Upnea, via S. Giovanni Maggiore Pignatelli n. 54 – Napoli
  • Bios, via Diaz 94 – Portici
  • Le cose buone di Nannina – Palma Campania
  • Associazione Gaia, via Buongiovanni n. 25 – San Giorgio a Cremano
  • Osteria SUMMA TERRA,  via S. Maria del Pozzo 116 – Somma Vesuviana
  • Treqquarti – Somma Vesuviana
  • Fattoria Sociale Fuori di…

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Se ti chiamo “vegetale”, ti sto facendo un complimento! Due note su “Verde Brillante” di Stefano Mancuso e Alessandra Viola

Verde Brillante. Sensibilità e intelligenze del mondo vegetale, Stefano Mancuso e Alessandra Viola, Giunti Firenze, 2015, pp. 142.

“Tutti gli odori prodotti dai vegetali, per esempio quelli del rosmarino, del basilico, del limone o della liquirizia, equivalgono a precisi messaggi: sono le “parole” delle piante, il loro vocabolario! Milioni di differenti composti chimici che funzionano come i segni di una vera e propria lingua vegetale, della quale però conosciamo ancora pochissimo. L’unica certezza è che ogni composto trasporta informazioni precise…”

L’olfat1369935829616_verdebrillanteto è solo uno dei sensi delle piante, forse anche quello più scontato, ovvero quello che ci aspetteremmo di trovare in una pianta, ma ci sono anche sensi che le piante hanno che noi non conosciamo, per il semplice fatto che sono sensi che noi non possediamo.

Stefano Mancuso direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale dell’Università di Firenze (LINV), insieme ad Alessandra Viola esperta in divulgazione scientifica, ci consegnano con questo libro una chiave nuova di lettura del mondo e non aggiungo vegetale perché si tratta di iniziare a relazionarsi in modo diverso con il mondo punto e basta.

Posso senza dubbio dire che è stata la lettura più bella di questa estate, bello il contenuto, bello il modo in cui vengono consigliate le letture per gli approfondimenti e bello spostare ulteriormente l’asse di attenzione verso intelligenze ‘aliene’, si aliene.

Come faremmo a riconoscere un’intelligenza aliena se non riusciamo nemmeno a riconoscere l’intelligenza delle piante si chiede ad un certo punto Stefano Mancuso. Siamo stranieri nella nostra stessa terra perché ci siamo limitati a guardare questo luogo con occhi di ghiaccio e ceneri di conoscenze.

Le piante ne sanno molto, ma molto più di noi..

A dire il vero nonostante tutto l’amore per gli esseri vegetali quando ho capito, leggendo il libro, che forse la bontà dei frutti è solo uno strumento per farci trasportare i loro semi mi sono sentita un po’ ingannata, però finalmente abbiamo una risposta pratica rispetto alla funzione dell’uomo su questa terra: trasportare semi! Infatti la comunità europea dovrebbe mettersi un attimo l’anima in pace e farcelo fare in modo libero, è una delle poche cose che ci chiedono le piante in cambio di cibo, ossigeno, bellezza, in cambio della possibilità di vivere su questo pianeta, visto che come ribadisce più volte il professor Mancuso le piante vivrebbero benissimo senza di noi, ma noi non potremmo vivere senza le piante.

Allora queste sono solo alcune delle cose che potreste scoprire o pensieri a cui potrebbe portarvi la lettura di questo libro!

Concludo citando l’incipit del romanzo incompiuto di Novalis,  Heinrich von Ofterdingen/Enrico di Ofterdingen, e penso che in verità mi stupisco sempre quando le persone parlano della natura come di qualcosa che sta al di fuori dell’essere umano, come se noi non fossimo animali, o parte di questo ecosistema, ma per quanto siamo lontani dalla natura forse è così, forse siamo andati in un paese straniero e per questo ci tocca imparare nuovamente la lingua delle piante:

“I genitori erano già a letto e dormivano, 1’orologio batteva i suoi monotoni rintocchi, sulle finestre strepitanti sibilava il vento; la stanza veniva a tratti rischiarata dal bagliore lunare. Il giovane era inquieto sul suo giaciglio e si ricordava dello straniero e dei suoi racconti. «Non sono stati i tesori a risvegliare in me una brama così indicibile» disse tra sé. «Ogni avidità è lontana da me: tuttavia, ardo dal desiderio di vedere il fiore azzurro. Mi viene sempre in mente e non posso cantare d’altro o pensare ad altro. Una sensazione simile non l’avevo mai provata: è come se ne avessi sognato una volta, o mi fossi assopito in un altro mondo. Infatti, nel mondo in cui vivo abitualmente, chi si preoccuperebbe dei fiori? E del resto non ho mai sentito parlare di una passione così strana per un fiore….»”

 

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Le sorgenti del Riullo I

16.01.2016

L’acqua scompare in corsi carsici

e torna in primavera.

Ora è solo terra e pietra e vento

e il rumore delle macchine che corrono sull’asse mediano.

16 gen 2015 (26)

 

 

 

 

 

L’acqua che cura, l’acqua che sorge ma che sa anche tramontare

e ci ricorda che la terra sotto i nostri piedi come cuore si muove

in sistole e diastole in tempi lenti.

E insieme i templi delle dee dell’acqua,

i nostri passi come preghiera

ci siete ancora?

ci siamo abbandonati a vicenda e ora è tempo di ritrovarsi.

16 gen 2015 (37) copia

 

 

 

 

 

Foto di Antonio Angri

Le Sorgenti del Riullo dalle notizie trovate in rete sono scomparse negli anni ’80 e riapparse nel 2013. Il luogo è oggetto di un progetto di recupero a cura dell’Archeoclub di Acerra che si occupa di organizzare anche visite presso il Parco Archeologico di Suessula.

Per maggiori informazioni consultare il link: http://www.archeoclubacerra.it/

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Guarda i fuochi d’artificio che ho creato sul blog #WordPressDotCom. Il mio 2015 rapporto annuale.

Guarda i fuochi d’artificio generati da PROGETTO FIORI sul suo blog WordPress.com.. Dai un occhio al suo rapporto annuale 2015.

Sorgente: Guarda i fuochi d’artificio che ho creato sul blog #WordPressDotCom. Il mio 2015 rapporto annuale.

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